“La Cavese non convince”

Arriva la prima sconfitta stagionale della Cavese bis di Troise. Ci sembra giusto rimarcare questo aspetto ” bis ” in quanto il tecnico dopo una pausa di riflessione estiva, un guardarsi intorno reciproco lato tecnico e societario, ha accettato di essere alla guida della squadra di Cava. Congiuntamente all’operato del direttore sportivo, ha mantenuto buona parte della squadra che per un solo punto non ha centrato l’obiettivo promozione nella scorsa stagione. Consolidando quanto fatto, è stata allestito un organico per tentare di vincere il campionato e sono giunti elementi del calibro di Gagliardi, 16 gol alla Gelbison, Bezzon e Salandria, Gaeta, Munoz e Bubas, ciliegina sulla torta, alla fine della campagna acquisti, oltre a svariati under sui quali è ancora presto emettere un giudizio. Eccezion fatta per Bezzon il quale è stato impiegato stabilmente e sul quale il giudizio iniziale lascia ben sperare, sugli altri elementi della rosa, soprattutto sulla fascia destra, non sembra essere stata ancora trovata la quadra, prima Rossi e poi Anzano non hanno ancora fornito garanzie di rendimento. Ma se il giudizio sugli under è ancora da definire, l’aspetto a lasciare ancora delusa la critica sportiva è relativa alle prove incolori degli over. Non adeguata la tenuta atletica, la preparazione estiva sembra essere al momento un neo evidente, anche se le perplessità sono dovute principalmente alla mancata amalgama del gruppo e alla scarna assimilazione della disciplina tattica. In più occasioni abbiamo rimarcato che la squadra rimane per lunghi tratti delle gare lunga tra i reparti, con pochissime sovrapposizioni e cross dalle fasce per gli attaccanti, per non parlare poi dei pochi anzi pochissimi tiri nello specchio della porta. Questa in particolare è una lampante mancanza di sbocco alle trame di un gioco che per risultati, prolificità e tenuta difensiva, resta ancora poco chiaro nell’interpretazione degli atleti. La stessa sventolata da Troise flessibilità e duttilità del credo tattico, che ha visto svariare l’assetto di squadra da un 4-3-3, 4-2-3-1 a un 3-5-2, si è concretizzata il più delle volte in sporadici spunti personali, piuttosto che in azioni concertate, frutto di una consapevolezza di squadra. Le vittorie ad Afragola e ancor prima in casa con l’Altamura, non avevano lasciato nessuno entusiasta e non avevano celato i limiti al momento fin troppo evidenti che, al di là della forma fisica, le trame di gioco sono state ancora poco metabolizzate da un organico che forse non ha ancora ben chiaro uno spartito al quale poi aggiungere magari qualche variante in corso di gara. Il tecnico da parte sua predica pazienza e chiede di mantenere l’ambiente disteso e il gruppo squadra indenne per poter lavorare con tranquillità. La vera Cavese ci sarà tra 6 o 7 partite…. Ma come ben si sa la fiducia inizia ad oscillare alla pari con i risultati e le prove offerte non esaltanti, soprattutto in virtù del fatto che quanto di buono visto l’anno scorso è un lontano ricordo e non si riesce a capire come sia stato possibile non proseguire su quello spartito, avendo a disposizione 7 o 8 undicesimi della squadra dell’anno scorso, stabilmente impiegati in gara. Urgono correttivi, il campionato non ammette ritardi e titubanze, i dieci giorni che separano la squadra dal derby con il Gladiator suonino come un campanello di massima allerta, un ulteriore passo falso potrebbe non essere ben accetto, soprattutto nei confronti di una società nuova che si professa ambiziosa e che ha ereditato scelte non condivise ad inizio campionato. Stanti le prove non incoraggianti di questo inizio di stagione sarebbe lecito che la stessa società chieda un “redde rationem” affinchè non si perdano punti importanti per strada come si sono rivelati importanti quelli persi l’anno scorso.

Andrea Liguori